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Nuova guida tecnica per il Patto dei Sindaci: strumenti e strategie per città climaticamente neutre

Didascalia

Introduzione

In un momento di crescente urgenza climatica, il Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia assume un ruolo sempre più decisivo nel coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Lanciata nel 2008 dalla Commissione europea, questa iniziativa ha superato gli 11.000 firmatari in tutta Europa. Ora si arricchisce con una nuova guida tecnica (edizione 2025), aggiornata per allinearsi agli impegni del Green Deal e alla Legge europea sul clima, e per potenziare la lotta alla povertà energetica. L’obiettivo è chiaro: favorire la neutralità climatica entro il 2050, integrando mitigazione, adattamento e inclusione sociale.

La funzione del Patto dei Sindaci

Il Patto dei Sindaci è una coalizione volontaria di autorità locali e regionali che si impegnano a superare gli obiettivi europei in materia di clima ed energia. Lanciato nel 2008 con l’obiettivo iniziale di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020, ha successivamente ampliato il proprio raggio d’azione, includendo l’adattamento ai cambiamenti climatici e misure per l'inclusione energetica, fino a puntare a una riduzione delle emissioni di CO₂ del 40% entro il 2030.

Dal 2016, con l’integrazione nel Global Covenant of Mayors, l’iniziativa ha assunto una dimensione globale. La partecipazione è cresciuta in modo costante: nel 2018 si contavano oltre 8.800 firmatari, inclusi più di 1.000 Comuni italiani. L’Italia è oggi tra i Paesi con il maggior numero di adesioni, grazie anche al supporto di Regioni e Province che svolgono il ruolo di coordinatori territoriali.

L’adesione al Patto comporta la redazione e l’attuazione di un SECAP – Sustainable Energy and Climate Action Plan – un piano integrato che comprende un inventario delle emissioni, l’analisi dei rischi climatici e un piano operativo di interventi. Il SECAP deve essere approvato formalmente entro due anni dalla firma del Patto e aggiornato periodicamente, rappresentando lo strumento centrale per pianificare azioni concrete di mitigazione, adattamento e inclusione sociale.

 

Le novità del nuovo Patto (guida 2025)

Il fulcro del rinnovamento è la guida tecnica 2025, curata dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea. Questo documento aggiornato rappresenta un punto di svolta metodologico, pensato per rispondere alle nuove sfide climatiche, energetiche e sociali che i territori devono affrontare. Le principali innovazioni riguardano tre ambiti fondamentali: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento agli impatti e povertà energetica.

Una delle novità più significative è l'inserimento di nuove metodologie per valutare e contrastare la povertà energetica, un fenomeno in crescita che coinvolge un numero sempre maggiore di famiglie, in particolare nei territori periferici. Le nuove linee guida propongono indicatori specifici, strumenti di monitoraggio e approcci mirati, che permettono ai Comuni di individuare le fasce di popolazione più vulnerabili e intervenire con politiche più efficaci e mirate.

Sul fronte dell’adattamento climatico, la guida aggiornata introduce strumenti avanzati per l'analisi del rischio e della vulnerabilità territoriale. I Comuni sono invitati a effettuare valutazioni approfondite sui potenziali impatti climatici (ondate di calore, alluvioni, siccità) in relazione alle caratteristiche specifiche del proprio territorio. Questo approccio differenziato consente di progettare azioni più resilienti, con soluzioni basate sulla natura, interventi di protezione civile e strategie di pianificazione urbanistica integrata.

Per quanto riguarda la mitigazione, vengono aggiornati gli standard per la redazione degli inventari delle emissioni di gas serra, garantendo maggiore coerenza, trasparenza e comparabilità tra i diversi territori. La guida fornisce inoltre esempi pratici e casi studio tratti da esperienze reali in tutta Europa, offrendo ai Comuni spunti operativi e modelli replicabili.

Il nuovo approccio è modulare e pratico, pensato per essere utilizzato anche da amministrazioni con risorse tecniche limitate. Include strumenti passo-passo, risposte a domande frequenti, riferimenti normativi, e una serie di allegati tecnici che approfondiscono i tre pilastri del Patto: mitigazione, adattamento e povertà energetica.

 

Conclusione

Il Patto dei Sindaci rappresenta un potente strumento di governance multilivello. Se da un lato consente di integrare politiche regionali e locali nella cornice europea del Green Deal, dall’altro offre supporto tecnico e opportunità operative concrete.

Permette di colmare il divario tra ambizione politica e azione concreta, grazie ai piani integrati (SECAP) e a una misurazione rigorosa dei progressi. Il Patto consente agli Enti locali di assumere un ruolo attivo nel coordinamento e nella capacitazione del territorio, facilitando l’attivazione di fondi europei per la transizione ecologica.

Il Patto, ancora, favorisce la realizzazione di interventi di adattamento (come infrastrutture verdi e raffrescamento urbano) e di decarbonizzazione (in ambito edilizio, mobilità, energia), con una visione integrata del territorio. Offre infine l’opportunità di attivare programmi mirati per il contrasto alla povertà energetica, particolarmente rilevanti nei territori con fragilità economiche e climatiche.

L’aggiornamento della Guida tecnica del Patto è un invito a trasformare l’impegno locale in azioni concrete e a giocare un ruolo strategico sempre più rilevante per accompagnare i territori verso un futuro più resiliente, equo e climaticamente sostenibile.