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L’Europa contro la disinformazione: opportunità, strumenti e azioni

Didascalia

La disinformazione rappresenta una delle principali sfide per le democrazie moderne. Con l’avvento dei social media e l’evoluzione delle tecnologie digitali, le notizie false e manipolate si diffondono a una velocità senza precedenti, minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e indebolendo il tessuto democratico. 

Negli ultimi anni, l'infodemia — un eccesso di informazioni, molte delle quali errate o distorte — è diventata una minaccia sempre più concreta, potendo potenzialmente influenzare in modo negativo l'opinione pubblica e i processi democratici.
In risposta a questa situazione, la Commissione Europea ha avviato una serie di iniziative strategiche (Programmi, Regolamenti, Kit) per contrastare la disinformazione, garantire un ambiente digitale sicuro e trasparente, e sostenere progetti che possano tutelare i valori democratici. 

 

Il Bando CERV: un’opportunità concreta contro la disinformazione
Il programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV) ha lanciato un bando destinato a finanziare progetti per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini nel combattere la disinformazione. 
Il bando CERV - Partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, la cui scadenza è fissata per il 29 aprile 2025, ha l’obiettivo di finanziare progetti impegnati a combattere la diffusione di un'informazione corretta e trasparente, contrastando attivamente la disinformazione, che mina la qualità del dibattito pubblico e della stessa democrazia.
Attraverso questo bando, l'Unione Europea intende stimolare il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle organizzazioni civiche nella lotta contro la disinformazione, favorendo progetti che aiutino le persone a distinguere tra le fonti affidabili e quelle manipolate. 
In questo modo, la Commissione Europea intende rafforzare la capacità di resistenza delle democrazie europee contro l’influenza di informazioni false, spesso amplificate da tecnologie digitali. Anche perché, come sappiamo, la digitalizzazione ha amplificato l'effetto della disinformazione, permettendo a chi diffonde notizie false di farlo con grande velocità. Le piattaforme online, seppur potenti strumenti di comunicazione, sono quindi diventate il terreno fertile per la diffusione di contenuti ingannevoli e manipolatori, creando un ambiente ideale per la disinformazione.

 

Strumenti e azioni europei per contrastare la disinformazione
La Commissione Europea ha messo in campo, inoltre, una serie di misure e strumenti strategici per affrontare la crescente minaccia della disinformazione e proteggere la democrazia, tra questi segnaliamo:


1.    Responsabilità delle piattaforme online. Dal 2018, il Codice di Buone Pratiche sulla Disinformazione ha incentivato le piattaforme online a prendere impegni concreti per combattere la diffusione di contenuti falsi. Questo codice è stato ulteriormente rafforzato con il Regolamento sui Servizi Digitali (DSA - Digital Services Act) nel 2023, che impone alle piattaforme, soprattutto quelle di grandi dimensioni, di adottare misure più rigorose per identificare e mitigare i rischi legati alla disinformazione. Le piattaforme devono, ad esempio, garantire maggiore trasparenza sui contenuti sponsorizzati e monitorare le reti di disinformazione in tempo reale.

2.    Gestione dei rischi legati all’intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale (IA) è un’arma a doppio taglio nella lotta alla disinformazione. Se da un lato può contribuire a combattere la diffusione di fake news, dall’altro può essere utilizzata per creare contenuti manipolatori come i “deepfake”. La Commissione Europea ha introdotto il primo Regolamento sull'Intelligenza Artificiale a livello globale, che impone regole chiare per prevenire l'abuso delle tecnologie IA, proteggendo la democrazia da manipolazioni informatiche e automatizzate.


3.    Contrastare l’istigazione all'odio online. La Commissione Europea ha anche proposto una serie di misure per contrastare la diffusione di contenuti che incitano all’odio e alla violenza online. Il Codice di Condotta contro l’incitamento all'odio impone alle piattaforme di rimuovere contenuti dannosi entro 24 ore dalla segnalazione. Inoltre, con il Regolamento sui contenuti terroristici, le piattaforme sono obbligate a rimuovere contenuti estremisti e terroristici entro un'ora dalla loro individuazione. 


4.    Il Pacchetto per la Difesa della Democrazia. Il pacchetto presentato dalla Commissione nel dicembre 2023 mira a rafforzare la trasparenza e la legittimità dei processi elettorali in Europa. Include misure specifiche per evitare che la disinformazione influenzi le elezioni, migliorando la protezione delle democrazie europee contro l'interferenza esterna e la manipolazione politica.


5.    Promozione dell’alfabetizzazione mediatica e digitale. Un altro strumento fondamentale per combattere la disinformazione è l’educazione. La Commissione Europea ha sviluppato risorse educative per migliorare l’alfabetizzazione mediatica e digitale dei cittadini. Sono stati creati orientamenti per educatori e kit didattici per gli studenti, così da fornire loro le competenze necessarie per riconoscere e combattere la disinformazione. Questi strumenti educativi sono cruciali per garantire che i cittadini possano navigare in modo sicuro e consapevole nell'era digitale.

 

Un impegno collettivo per proteggere la democrazia
La lotta contro la disinformazione è una delle battaglie più cruciali per la democrazia europea. Le Istituzioni europee, attraverso misure normative, bandi e azioni dirette stanno cercando di arginare un fenomeno che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. 
Tuttavia, la responsabilità di combattere la disinformazione non riguarda solo le Istituzioni: ogni cittadino ha un ruolo fondamentale nel mantenere alta la guardia e nel contribuire a un ambiente digitale più sano e trasparente. Solo con l’impegno collettivo, tra cittadini, organizzazioni e Istituzioni può contribuire ad arginare questo fenomeno.