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Flessibilità, semplificazione e protagonismo dei territori al centro del nuovo QFP 2028–2034

Didascalia

Introduzione

La Conferenza annuale sul bilancio dell’UE ha rappresentato un momento di svolta nel dibattito sulle politiche finanziarie europee. Durante l’apertura dei lavori, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato importanti novità in vista della definizione del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2028–2034, sottolineando la necessità di un cambiamento profondo rispetto alla struttura attuale.

 

Una nuova architettura per un’Europa in trasformazione

La presidente ha affermato con chiarezza che il modello di bilancio attuale è ormai superato: “È stato progettato per un mondo che non esiste più, il mondo del 2020”. Il contesto globale è radicalmente mutato – tra pandemia, guerre ai confini dell’Europa, transizione digitale ed ecologica – e impone nuove modalità di intervento. Attualmente, oltre il 90% del bilancio UE è vincolato fin dall’inizio, rendendo impossibile una risposta rapida a emergenze impreviste o a opportunità strategiche.

Il futuro bilancio europeo dovrà essere quindi più flessibile, dinamico e tempestivo, in grado di adattarsi rapidamente a nuove sfide e di orientare le risorse dove sono più necessarie. Per fare ciò, la Commissione propone una maggiore disponibilità di margini di manovra, con una quota significativa di fondi “non preassegnati” da attivare con procedure rapide in caso di necessità.

 

Investire su ciò che conta davvero: un unico Fondo per la competitività

Von der Leyen ha inoltre annunciato l’intenzione di razionalizzare la galassia dei fondi e dei programmi UE, spesso troppo frammentati e complessi da gestire. Per rispondere alle esigenze di imprese, enti locali, startup e ricercatori, sarà creato un Fondo europeo per la competitività, concepito come unico punto di accesso ai finanziamenti strategici dell’Unione.

Il nuovo strumento permetterà di concentrare investimenti in settori chiave come intelligenza artificiale, spazio, biotecnologie, tecnologie pulite e difesa, semplificando al contempo le procedure e rendendo più trasparente e inclusivo l’accesso ai fondi. Le procedure saranno più snelle, digitali e facilmente comprensibili anche per operatori meno strutturati.

Sarà mantenuta l’autonomia del programma Horizon Europe, che continuerà a esistere come strumento dedicato alla ricerca e all’innovazione, ma sarà strettamente collegato al Fondo per la competitività.

 

Un nuovo protagonismo per territori e comunità locali

Tra le novità più rilevanti c’è l’idea di un bilancio fondato su partenariati nazionali e regionali per investimenti e riforme, ispirati all’esperienza dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo approccio implica un forte coinvolgimento degli enti territoriali – Comuni, Province, Regioni – sia nella definizione delle priorità sia nell’attuazione degli interventi.

L’obiettivo è quello di superare una logica top-down per costruire politiche capaci di rispondere ai bisogni concreti delle persone e dei territori. In quest’ottica, la Politica di Coesione e la Politica Agricola Comune (PAC) saranno modernizzate, mantenendo la loro centralità, ma con una nuova capacità di rispondere a sfide ambientali, demografiche e sociali, favorendo una reale transizione sostenibile ed equa.

Le Province, in quanto attori di coordinamento territoriale e di supporto tecnico agli enti locali, potranno avere un ruolo decisivo nel tradurre le priorità europee in interventi territoriali efficaci, inclusivi e integrati.

 

Una spesa orientata ai risultati: efficienza e responsabilità

Un altro elemento chiave del nuovo impianto sarà il passaggio da una logica di spesa a una logica di performance. Le risorse verranno erogate sulla base dei risultati raggiunti, secondo obiettivi concordati a livello europeo. Questo approccio, già sperimentato con successo con il Recovery Fund, mira a garantire una gestione più trasparente, efficace e orientata all’impatto reale sul benessere dei cittadini, riducendo sprechi e inefficienze.

 

Semplificazione e accessibilità: un bilancio per tutti

Infine, la Commissione ha evidenziato l’importanza di costruire un bilancio che sia comprensibile e accessibile. La complessità attuale, con troppi programmi e regole differenziate, rappresenta una barriera insormontabile soprattutto per le piccole imprese e gli enti locali meno attrezzati. L’obiettivo è quindi duplice: semplificare le regole e armonizzare i meccanismi, affinché ogni cittadino, ente o organizzazione possa comprendere facilmente come partecipare e con quali benefici.

 

Conclusioni: una nuova stagione europea

Il percorso di riforma del bilancio UE è appena iniziato, ma le direzioni annunciate dalla Commissione aprono scenari molto rilevanti per le Province italiane.

In particolare, si intende puntare su:

  • il rafforzamento dei partenariati regionali;
  • l’attenzione ai risultati concreti e misurabili;
  • la centralità delle politiche territoriali;
  • la semplificazione delle procedure e l’accessibilità ai fondi.

Nei prossimi mesi, il dibattito sul QFP 2028–2034 entrerà nel vivo. È fondamentale che le Province siano presenti e attive, portando all’attenzione delle istituzioni europee e nazionali le esigenze, le visioni e le priorità delle comunità locali.