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#REG4IA: parte la sperimentazione della IA nella PA locale

In attesa della pubblicazione ufficiale delle Linee Guida per l’adozione dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, previste dal Piano Triennale AgID, partono i primi progetti di Intelligenza Artificiale (IA) per le Regioni. Con #Reg4IA (“Regioni per l’IA”), sono state definite le prime iniziative pilota di intelligenza artificiale volte a implementare soluzioni innovative e di carattere sperimentale, sotto forma di PoC - proof of concept.

Il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) ha infatti firmato un accordo di collaborazione con le Regioni e le Province Autonome con un budget di 20 milioni di euro per finanziare 4 progetti che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale. I progetti pilota si concentrano su settori strategici come:

  • Salute e turismo
  • Ambiente e mobilità sostenibile
  • sicurezza del territorio
  • Digitalizzazione della pubblica amministrazione 

In particolare, sono stati finanziati i seguenti progetti:

  • Hub/Centri regionali I.A. per la Salute e il Turismo (Regione Liguria - capofila con Calabria, Lazio, Basilicata, Molise, Piemonte, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento) - budget circa 6,6 M€;
  • Hub/Centri regionali I.A. per Dati Ambientali e Mobilità Sostenibile (Regione Lombardia - capofila e Regione del Veneto) - budget circa 5 M€;
  • Hub/Centri regionali I.A. per la PA (Regione Puglia - capofila con Abruzzo, Marche, Umbria, Valle d'Aosta, Campania e Provincia Autonoma di Bolzano) - budget circa 4.6 M€;
  • Hub/Centri regionali I.A. per la Resilienza e la Sicurezza del Territorio con azione pilota 5G (Regione Toscana - capofila, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna) - budget circa 3.6M€.

Uno dei progetti da monitorare in modo approfondito è sicuramente "Hub/Centri regionali I.A. per la PA". Infatti, lo scopo è la definizione e l'introduzione di soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale (IA) nei processi della pubblica amministrazione. L’obiettivo è sperimentare l’IA generativa come strumento di supporto alle strutture e agli operatori della PA, attraverso progetti pilota (Proof of Concept, PoC) che puntano a migliorare l’efficienza operativa e decisionale valorizzando i dati e i sistemi informativi esistenti.

Il progetto prevede tre principali casi d’uso:

  • la gestione delle fasi del ciclo di vita degli appalti pubblici, coordinata dalla Regione Marche;
  • l’analisi e generazione automatica di atti amministrativi, a cura della Regione Umbria;
  • l’avvio di istanze e delle successive attività istruttorie per bandi di contributo e avvisi coordinato dalla regione Abruzzo.

Inoltre è prevista una linea di azione trasversale, finalizzata a garantire che le soluzioni IA individuate per i casi d'uso siano conformi agli standard etici e normativi, che introduce specifici indicatori di performance (KPI) per il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia dei sistemi sviluppati (in accordo con la Bozza delle Linee Guida sopra citate).

Il caso d'uso relativo alla gestione del ciclo di vita degli appalti, che risponde in parte alle previsioni dell'art. 30 del codice appalti in vigore (d. lgs 36/20243), è sicuramente di interesse e di particolare attualità. Già nel forum alcuni partecipanti avevano sollevato la richiesta di informazioni relative ad eventuali soluzioni di IA applicate agli appalti.

Partiamo da un presupposto: non è disponibile in rete o nei siti istituzionali la scheda progetto della Regione Marche, per cui non è possibile conoscere la timeline delle attività, i requisiti progettuali e di contesto della PoC. Quindi, possiamo solo attenerci a quanto descritto nelle notizie diramate dalle Amministrazioni (in realtà molto poche).

Qualunque sia il contesto e il perimetro della PoC, potendo impattare su tematiche e interessi economici di terzi, è necessario che siano rispettati i seguenti principi:

  • conoscibilità e comprensibilità: ogni operatore economico ha diritto a conoscere l’esistenza di processi decisionali automatizzati che lo riguardino e, in tal caso, a ricevere informazioni significative sulla logica utilizzata;
  • non esclusività della decisione algoritmica: esiste nel processo decisionale un contributo umano capace di controllare, validare ovvero smentire la decisione automatizzata;
  • non discriminazione algoritmica: il titolare mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate al fine di impedire effetti discriminatori nei confronti degli operatori economici.

Inoltre, deve essere analizzato l'impatto che tale sistema di IA può avere sugli operatori economici. In generale l'AI Act non considera questo genere di attività “ad alto rischio“. Tuttavia, se gli appalti sono finalizzati all'acquisizione di beni e servizi o lavori nell'ambito delle infrastrutture critiche, allora, come previsto, questi dovrebbero essere classificati ad alto rischio, imponendo l'adozione di sistemi di intelligenza artificiale supervisionati. 

Speriamo di vedere a breve le schede progetto e i materiali di contesto e requisiti del caso d'uso predisposti da Regione Marche, in modo da poter fornire informazioni più dettagliate.