Introduzione
L’Europa vuole rafforzare il proprio ruolo di hub globale dell’innovazione, offrendo a chi genera idee, sperimenta soluzioni e crea impresa un contesto più favorevole per crescere, investire e competere.
È in questa prospettiva che la Commissione europea ha avviato un percorso per la definizione della futura Legge europea a favore dell’innovazione, uno strumento normativo e strategico destinato a diventare una delle principali leve per sostenere la transizione dell’Europa verso un’economia più competitiva, digitale e sostenibile.
Nelle scorse settimane, è stata aperta una consultazione pubblica rivolta a tutte le parti interessate – innovatori, imprenditori, università, enti pubblici, investitori, policy maker – con l’obiettivo di raccogliere contributi utili a modellare una legge capace di produrre effetti reali e concreti su tutto l’ecosistema dell’innovazione europeo.
La consultazione sarà aperta fino al 3 ottobre 2025, attraverso il portale “Have your say – Di’ la tua” della Commissione europea.
Un quadro per innovare meglio, insieme
La futura legge nasce da una constatazione semplice quanto ambiziosa: l’Europa dispone di grandi eccellenze scientifiche e imprenditoriali, ma fatica ancora a trasformare la ricerca in soluzioni di mercato e a trattenere i propri talenti.
Le start-up europee spesso crescono più lentamente rispetto a quelle statunitensi o asiatiche, e incontrano maggiori ostacoli nell’attrarre capitali e accedere ai mercati.
La legge si propone dunque come una piattaforma abilitante: un quadro legislativo e operativo che possa rimuovere gli ostacoli alla commercializzazione dei risultati della ricerca, facilitare la collaborazione tra università e imprese, migliorare l’accesso ai finanziamenti, attrarre talenti e rafforzare le infrastrutture innovative in tutta l’Unione.
Non si tratta di una legge “settoriale”, ma piuttosto di uno strumento trasversale, volto a generare un ambiente più favorevole all’innovazione in ogni settore: dalla transizione digitale alla salute, dall’energia all’agroalimentare, dall’istruzione all’industria culturale e creativa.
Una strategia per start-up e scale-up
L’iniziativa rientra tra le azioni chiave della strategia dell’UE su start-up e scale-up, adottata nel maggio 2025. Questa strategia riconosce il ruolo centrale delle nuove imprese innovative nel trasformare le sfide globali in opportunità di crescita e occupazione.
La Legge europea per l’innovazione sarà uno degli strumenti più rilevanti per colmare il gap di innovazione ancora esistente tra i diversi Paesi e regioni europee.
La Commissione intende ridurre le disuguaglianze, favorendo lo sviluppo di ecosistemi locali di innovazione anche nei territori meno avanzati, e promuovere modelli replicabili di collaborazione tra pubblico e privato, università e industria, mondo della ricerca e società civile.
Come sottolineato da Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Start-up, la ricerca e l’innovazione: “Dobbiamo creare le migliori condizioni quadro possibili per gli innovatori e offrire loro le opportunità di cui hanno bisogno affinché scelgano l'Europa per sviluppare i loro prodotti e soluzioni, prosperino nel mercato unico e diventino attori globali.”
Consultazione pubblica: una legge costruita dal basso
Il processo avviato dalla Commissione è un chiaro esempio di policy-making partecipativo. Invece di proporre una normativa “calata dall’alto”, Bruxelles sceglie di partire dalle esperienze, dai bisogni e dalle visioni di chi ogni giorno lavora nell’innovazione, nelle sue forme più diverse.
La consultazione pubblica, attiva fino al 3 ottobre 2025, è articolata su tre livelli:
La Commissione analizzerà tutte le risposte ricevute e pubblicherà una sintesi dei contributi entro la fine dell’anno. Il testo della proposta legislativa è atteso per la primavera del 2026.
Perché questa legge conta anche per i territori
Sebbene spesso si pensa all’innovazione come a un processo guidato dalle grandi imprese o dai centri di ricerca avanzati, la realtà europea è molto più variegata.
Sono infatti i territori – Regioni, Province, città – a svolgere un ruolo decisivo nel creare le condizioni abilitanti per l’innovazione: attraverso la formazione, la semplificazione amministrativa, le infrastrutture, l’accesso ai dati, l’inclusione sociale.
Le politiche europee riconoscono da tempo la centralità degli ecosistemi territoriali dell’innovazione. La nuova legge potrà diventare un’occasione per rafforzare il ruolo dei governi locali, coinvolgendoli nella governance dell’innovazione e rendendoli protagonisti di azioni concrete: dal supporto alle start-up alla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica, dalla costruzione di spazi di sperimentazione normativa (sandbox) fino alla connessione tra cittadini, istituzioni e imprese.
Un’Europa più innovativa, per tutti
La Legge europea a favore dell’innovazione non sarà solo un documento normativo. Sarà, nelle intenzioni della Commissione, uno strumento capace di creare un clima favorevole all’intraprendenza, alla creatività, alla sperimentazione.
Perché l’Europa possa competere a livello globale, non basta finanziare la ricerca: occorre valorizzarne i risultati, aiutare le imprese a crescere, mettere in rete le competenze, facilitare la vita agli innovatori. E questo è un compito che coinvolge tutti: amministratori pubblici, università, centri di ricerca, imprese, cittadini.
In questa prospettiva, anche le Province italiane possono fare la loro parte, promuovendo una cultura dell’innovazione diffusa e creando le condizioni perché le buone idee possano nascere, crescere e avere impatto.