Un contesto complesso e una proposta ambiziosa
Il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034. Si tratta dello strumento centrale per definire la strategia di spesa dell’Unione nei prossimi sette anni, in grado di influenzare significativamente le politiche pubbliche nazionali e territoriali.
La proposta arriva in un momento particolarmente delicato, in cui l’Unione è chiamata a rispondere a molteplici sfide: dalla transizione climatica alla competitività economica, dalla tenuta democratica alla gestione delle crisi geopolitiche. Il nuovo bilancio europeo punta a essere più ampio, più flessibile e più reattivo rispetto al passato, con l’obiettivo di sostenere la capacità dell’UE di rispondere rapidamente ai bisogni dei cittadini e alle esigenze dei territori.
Priorità strategiche: competitività, innovazione e sostenibilità
La Commissione europea propone di rafforzare il sostegno ai settori considerati chiave per la trasformazione dell’economia europea. Tra questi, spiccano la ricerca scientifica, le tecnologie digitali, l’industria sostenibile e le infrastrutture verdi.
Il nuovo bilancio dovrebbe consentire un maggiore coordinamento tra i diversi programmi tematici e garantire continuità agli investimenti a lungo termine.
Al tempo stesso, vengono rafforzate le misure per favorire la neutralità climatica, l’adattamento agli impatti ambientali e la sicurezza energetica. Lo scopo non è solo sostenere la crescita economica, ma orientarla verso una traiettoria equa e inclusiva, capace di rafforzare la coesione sociale e territoriale.
Coesione, territori e protagonismo locale
La politica di coesione continuerà a rappresentare una delle principali leve per ridurre i divari territoriali e promuovere lo sviluppo locale. Il nuovo bilancio intende valorizzare la capacità dei territori di generare progettualità, sostenere l’innovazione sociale e stimolare forme di partecipazione attiva.
In questo scenario, il ruolo delle autorità locali e intermedie – tra cui le Province – appare centrale. Le istituzioni territoriali sono chiamate a svolgere funzioni di regia, facilitazione e supporto tecnico, soprattutto nelle aree interne, rurali o più vulnerabili. Affinché le risorse europee siano realmente efficaci, è necessario investire su governance multilivello, pianificazione integrata e partenariati territoriali solidi.
Il ruolo delle Province e la centralità degli Uffici Europa
Il ciclo 2028–2034 può rappresentare per le Province italiane un’occasione strategica per rafforzare il proprio ruolo istituzionale e operativo.
La gestione dei fondi europei richiederà non solo capacità tecniche e competenze specialistiche, ma anche una chiara visione di sviluppo locale e una forte capacità di coordinamento tra Comuni, enti del terzo settore e stakeholder territoriali.
Le Province potranno contribuire a costruire progettualità complesse, facilitare l’accesso alle risorse da parte degli attori locali e garantire il monitoraggio degli impatti.
In questa prospettiva, si conferma l’importanza di investire in strutture come gli Uffici Europa provinciali e in modelli organizzativi in grado di sostenere processi di innovazione e co-progettazione.