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Introduzione: un’Unione sotto pressione, un’Unione che risponde Nel marzo 2025, la Commissione europea ha pubblicato la Relazione UE 2024, il documento annuale che racconta le principali azioni e iniziative portate avanti dall’Unione Europea nel corso dell’anno precedente. Un anno, il 2024, segnato da sfide senza precedenti: la guerra in Ucraina, la pressione sui sistemi energetici, le transizioni verdi e digitali da accelerare e le tensioni geopolitiche sempre più complesse da gestire. In questo scenario critico, l’UE ha dimostrato – con fatti, atti normativi e risorse mobilitate – di essere presente, reattiva e strategica. La Relazione Generale è uno strumento di trasparenza e accountability, ma è anche una bussola per i cittadini, le imprese e gli enti locali: mostra l’evoluzione del progetto europeo e il modo in cui le priorità politiche si sono tradotte in azioni concrete. In questo articolo analizziamo i principali capitoli della Relazione 2024, con uno sguardo attento alle ricadute sui territori e al ruolo che le province italiane possono giocare nel rendere l’Europa un progetto vivo e vicino alle comunità.
1. Al fianco dell’Ucraina: un sostegno integrato e duraturo Il 2024 ha confermato il pieno impegno dell’Unione Europea al fianco dell’Ucraina. Il sostegno, come evidenziato nella Relazione, si è articolato su più fronti: finanziario, con pacchetti di aiuti macroeconomici e di bilancio; militare, con forniture e assistenza nel settore della difesa; umanitario, per rispondere alle esigenze immediate della popolazione colpita; politico e diplomatico, con la chiara prospettiva di un percorso di adesione all’UE. Parallelamente, l’UE ha adottato sanzioni senza precedenti contro la Russia, colpendo settori economici e soggetti strategici, con l’obiettivo di limitare la capacità russa di finanziare la guerra. Questo impegno si è tradotto anche in iniziative per la ricostruzione futura dell’Ucraina, a cui i territori europei – province italiane comprese – potranno contribuire con programmi di cooperazione, formazione e gemellaggi.
2. Sicurezza e difesa: l’Europa si assume nuove responsabilità Nel 2024, la Commissione ha intensificato gli sforzi per rafforzare la sicurezza collettiva. Tra i risultati più rilevanti, la pubblicazione della prima strategia industriale europea della difesa, un passo importante verso un'autonomia strategica che non sia solo diplomatica ma anche produttiva e tecnologica. L’obiettivo è costruire una base industriale comune per la difesa europea, in grado di garantire approvvigionamenti, innovazione e interoperabilità. Queste misure si affiancano a iniziative per migliorare la resilienza dell’UE di fronte alle crisi: meccanismi di risposta rapida, coordinamento delle protezioni civili, cybersecurity e contrasto alle minacce ibride. In questo quadro, le province e le autorità territoriali sono chiamate a rafforzare le proprie competenze in ambiti chiave come la sicurezza energetica, la gestione del rischio e la protezione digitale.
3. REPowerEU: energia pulita e indipendenza strategica Un altro pilastro dell’azione dell’UE nel 2024 è stato il piano REPowerEU, volto a ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, accelerando la transizione verso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Grazie a questo piano, gli Stati membri hanno potuto accedere a risorse aggiuntive per potenziare le infrastrutture energetiche, favorire l’autoproduzione e sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei prezzi. Per le Province italiane, REPowerEU rappresenta un’occasione concreta per promuovere comunità energetiche, progetti locali di produzione verde e programmi di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico e privato. La sostenibilità non è più solo una visione: è una dimensione operativa che può essere agita dai territori, con il sostegno dei fondi europei.
4. Economia, mercato unico e competitività La Relazione Generale evidenzia anche i progressi nella strategia di rafforzamento del mercato unico, leva fondamentale per garantire prosperità e coesione in tutta l’Unione. Nel 2024, la Commissione ha agito per ridurre le barriere, digitalizzare i servizi pubblici, supportare le PMI e investire su innovazione, ricerca e competenze. In un contesto globale competitivo e turbolento, l’UE ha promosso una politica industriale moderna, capace di sostenere settori strategici (dall’idrogeno verde ai microchip, dall’agritech al digitale), con particolare attenzione alla transizione gemella: verde e digitale. Le province italiane, attraverso piani locali di sviluppo, formazione e innovazione, possono giocare un ruolo chiave nell’attrarre risorse europee e favorire lo sviluppo delle imprese, anche in aree interne e meno servite. Queste tematiche troveranno ampio spazio nelle politiche europee dell’anno in corso come emerge dai driver della competitività individuati dalla Commissione europea per il 2025: mercato unico, accesso al capitale privato, ricerca e innovazione, sviluppo delle competenze e altro.
5. Migrazione e asilo: un nuovo equilibrio tra solidarietà e responsabilità Il 2024 ha segnato un passo anche per le politiche migratorie europee, con l’adozione del Patto su Migrazione e Asilo, destinato a riformare il sistema di gestione dei flussi migratori. Il Patto introduce regole comuni basate su responsabilità condivise, solidarietà tra Stati membri e procedure più efficaci di accoglienza e rimpatrio. Per i territori, questo cambiamento potrà tradursi in una maggiore chiarezza normativa, un rafforzamento della governance multilivello e nuove risorse per l’integrazione, l’accoglienza diffusa e i servizi sociali. Le Province, insieme a Comuni e Regioni, sono in prima linea nella gestione dell’integrazione e possono contribuire alla costruzione di comunità inclusive, resilienti e aperte.
6. Europa globale: cooperazione e partenariati strategici Nel 2024 l’Unione ha continuato a rafforzare la sua presenza sulla scena internazionale, investendo in nuovi partenariati globali e promuovendo una cooperazione internazionale basata su sviluppo sostenibile, democrazia e stabilità. L’Africa, l’America Latina, l’Asia-Pacifico sono state al centro di nuove strategie, con accordi commerciali, programmi di sviluppo e cooperazione scientifica e culturale. Anche in questo campo, gli Enti locali possono essere protagonisti attraverso progetti di cooperazione decentrata, relazioni internazionali, scambi giovanili e culturali. La dimensione esterna dell’UE non è affare esclusivo delle istituzioni centrali: può e deve essere vissuta anche “dal basso”, coinvolgendo cittadini e territori.
7. Transizione istituzionale e nuova agenda politica Infine, il 2024 è stato anche un anno di transizione istituzionale, segnato dalle elezioni europee e dall’insediamento della nuova Commissione, ancora guidata da Ursula von der Leyen.
La Relazione Generale sottolinea come l’Unione abbia già tracciato le priorità per il periodo 2024-2029, tra cui: • rafforzare la competitività e l’autonomia strategica; • completare la transizione verde e digitale; • costruire un’Unione della sicurezza e della difesa; • rafforzare la dimensione sociale e territoriale della coesione. Le Province, come enti di prossimità e laboratorio di politiche pubbliche, possono dare un contributo concreto alla realizzazione di questa nuova agenda europea, attraverso programmazione locale, progettazione europea, governance multilivello e coinvolgimento civico.
Conclusione: un’Europa che agisce nei territori La Relazione Generale 2024 mostra con chiarezza un’Unione Europea che, nonostante le sfide, ha saputo rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Sicurezza, sostenibilità, coesione, competitività, solidarietà: sono queste le parole chiave che attraversano il documento. Per i territori questa Relazione non è solo un report istituzionale: è uno strumento per orientarsi, per capire dove va l’Europa e come contribuire alla sua costruzione. Le politiche europee non sono distanti: si traducono in bandi, investimenti, reti, strumenti a disposizione anche delle realtà locali. In un tempo di incertezza, l’Europa ha scelto di agire. Ora è il momento che anche i territori, con le loro energie e visioni, agiscano con e dentro l’Europa. Per costruire insieme un futuro più forte, più giusto e più vicino.