E' stato pubblicato su PA Digitale 2026 il bando per la migrazione al Cloud per Province e Città Metropolitane. Ne abbiamo già parlato nel Blog e il Dipartimento ha svolto un webinar il 23 aprile 2025 di presentazione, di cui trovate la registrazione e i materiali al seguente link.
Vogliamo illustrare i passi propedeutici alla compilazione della domanda su PA Digitale, per le Province che intendono partecipare. In particolare:
1) Aver letto e compreso il bando;
2) Verificare l'aggiornamento delle informazioni della propria Amministrazione contenute su indicePA;
3) Aver svolto e inviato la classificazione dei dati;
4) Aver predisposto ed inviato il Piano di Migrazione;
5) Aver individuato i servizi oggetto di migrazione con le relative modalità e avere la certezza di fattibilità dell'intero processo di migrazione.
Il Bando predisposto dal Dipartimento, a valere sui fondi PNRR, è di tipo lump sum, ovvero a forfait. I punti principali del bando:
Presentazione della domanda: Il bando è aperto e chiude il 13 giugno 2025 o in caso di esaurimento dei fondi (budget totale pari a 70M€). In particolare, sono previste due finestre:
- finestra n. 1 dalla data di pubblicazione alle ore 23:59 del 16/05/2025;
- finestra n. 2 dal 17/05/2025 alle ore 23:59 del 13/06/2025.
Contributo disponibile: da minimo uno a massimo cinque servizi da migrare, con un contributo unitario secondo il seguente listino unitario:
- Contributo una tantum primo anno canone cloud: di € 552.632,00; - Trasferimento in Sicurezza (modalità A - vedi sotto al par. 4): € 46.634 per singolo servizio, o in alternativa: - Aggiornamento in Sicurezza (modalità B - vedi sotto al par. 4): € 75.816 per singolo servizio.
Interventi finanziabili: tutte le attività previste a supporto della corretta implementazione di un Piano di migrazione al cloud per servizio. Per "servizio" si intende un servizio digitale come categorizzato da ACN. In particolare, per le Province sono stati identificate 49 diverse tipologie di servizi, il cui elenco completo è riportato nell'Allegato 2 all'Avviso, e la cui lista sarà disponibile precompilata nella domanda di partecipazione. E' fondamentale tenere presente che le attività oggetto del finanziamento devono necessariamente essere state avviate successivamente al 1 febbraio 2020.
Cronoprogramma: le attività di migrazione e attivazione dei servizi dovranno essere eseguite nei seguenti termini:
- massimo 4 mesi (120 gg) per la contrattualizzazione del fornitore dalla data di notifica del decreto di finanziamento;
- massimo 5 mesi (150 gg) per la migrazione e attivazione dei servizi, a partire dalla data di contrattualizzazione del fornitore.
Il termine massimo per il completamento delle attività è comunque fissato al 31 marzo 2026.
Obblighi per l'Amministrazione: è fondamentale comprendere che, come tutti i bandi di tipo lump sum, se la parte amministrativa è molto semplificata, la parte progettuale assume un valore fondamentale. In questo tipo di bandi tutti i servizi (e i dati a supporto) identificati in sede di domanda devono essere migrati, risultare attivi e verificabili da un terzo soggetto (asseveratore), con le modalità identificate in fase di domanda o mediante upgrade della modalità (da A a B e non viceversa).
In caso in cui non tutti i servizi risultino migrati, attivi e verificabili, non risulta raggiunto l'obiettivo e si perdono i contributi.
A questo link trovate le " Linee guida per i Soggetti Attuatori individuati tramite Avvisi Pubblici a Lump Sum", pubblicato dal Dipartimento ad Aprile 2025, che descrive sia gli adempimenti amministrativi che le modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi.
Le Province possono presentare domanda direttamente su PA digitale 2026. La Domanda ha una struttura preimpostata e, in particolare, i dati del legale rappresentate dell'Amministrazione che dovrà poi materialmente firmarla, sono presi da IndicePA. E' quindi fondamentale che le informazioni presenti su IndicePA siano aggiornate, altrimenti la Domanda potrebbe riportare le indicazioni del Legale rappresentante errate. Questo tipo di problematica ha come unica soluzione l'aggiornamento dell'indice prima della presentazione della domanda.
La classificazione dei dati è attività propedeutica e obbligatoria, e definisce le tipologie di CSP - Cloud Service Provider che le Province possono utilizzare. Infatti, in base alla classificazione delle informazioni (ordinario, strategico o critico), le Amministrazioni possono individuare la tipologia di cloud di destinazione per i propri servizi.
Se l'Amministrazione non ha provveduto a svolgere ed inviare la classificazione dei dati, questa deve essere svolta prima di presentare la Domanda, che altrimenti comparirà vuota. La classificazione deve essere inviata tramite PA digitale 2026.
Il Dipartimento, con Determina del 7 ottobre 2022, ha definito le modalità operative e il template per la predisposizione ed invio del Piano di Migrazione, come previsto dall'art. 33-septies, comma 4, del decreto-legge n. 179/2012 e dal Regolamento AgID n. 628/2021 del 15 dicembre 2021.
In particolare, sono state definite due modalità per la migrazione dei dati e delle applicazioni della PA:
"modalità A - trasferimento in sicurezza dell’infrastruttura IT”: migrazione verso il cloud effettuata secondo la strategia di migrazione denominata Lift&Shift (anche detta Rehost), ovvero la migrazione dell’intero servizio dell’amministrazione, comprensivo di applicazioni e dati su un hosting cloud senza apportare modifiche agli applicativi, ovvero replicando il servizio esistente in un ambiente cloud;
“modalità B - aggiornamento in sicurezza di applicazioni in cloud”: migrazione verso il cloud effettuata secondo le seguenti strategie:
Queste ovviamente devono essere indicate nella domanda di partecipazione al bando. Tuttavia, in caso di candidatura per la modalità A – Trasferimento per un servizio, è sempre possibile, in fase di attuazione, effettuare una migrazione in modalità B – Aggiornamento, attraverso l’invio di una dichiarazione da parte dell’Amministrazione, (cosiddetta dichiarazione migrazione migliorativa).
Questo è il punto fondamentale. L'Amministrazione deve avere piena consapevolezza della fattibilità della migrazione dei servizi che intende indicare, in base alla modalità individuata. Infatti, il contributo sarà erogato esclusivamente se tutti i servizi (e i dati) indicati risulteranno migrati, attivi e verificabili.
E' quindi necessario che l'Amministrazione svolga un vero e proprio studio di fattibilità della migrazione delle singole applicazioni che intende farsi sovvenzionare, nel rispetto delle tempistiche previste dal bando.
Il Dipartimento mette a disposizione una rete di specialisti a supporto delle Amministrazioni. Qui sotto riportiamo i riferimenti.