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Aperta la consultazione pubblica per le Linee guida per l’adozione della IA nella Pubblica Amministrazione

Perché è importante partecipare

L’intelligenza artificiale (AI) è entrata prepotentemente nel panorama delle tecnologie ad alto impatto sulle Organizzazioni a seguito della presentazione di chatGPT del 30 novembre 2022. 

Infatti, dopo vari tentativi non molto convincenti degli anni precedenti, gli strumenti di AI come ChatGPT e Gemini, stanno trasformando il modo con cui le Organizzazione operano, offrendo strumenti per migliorare l’efficienza, la qualità dei servizi e la capacità di prendere decisioni basate sui dati. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie, specie in ambito Pubblica Amministrazione, porta con sé anche sfide legate alla trasparenza, alla protezione dei dati e all’etica. 

Per questo motivo è stata prodotta, a cura del Dipartimento della Trasformazione Digitale e dell'Agenzia per l'Italia Digitale, la Strategia Italiana per l'intelligenza artificiale (2024-26). Inoltre, il Piano triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione (2024-26), ha previsto il rilascio, per la consultazione pubblica, entro il 31 dicembre 2024 di ben tre linee guida:

Di queste tre solo la prima è stata pubblicata per la consultazione pubblica, sul sito di forum.italia.it.

Ma cosa prevedono queste linee guida sull'adozione della AI? Andiamo a scoprirlo insieme.

 

A chi si rivolgono?

Le linee guida si applicano a tutte le Pubbliche Amministrazioni (come individuate all'art. 2, comma 2 del CAD, anche se sarebbe stato meglio precisare la sola lett. a) del comma) con l’obiettivo è garantire che l’AI venga adottata in modo unitario e usata in modo responsabile e utile ai cittadini, garantendone la sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali.

Infatti, i principali riferimenti normativi sono il Regolamento Europeo sull’AI (Regolamento (UE) 2024/1689, cosiddetto AI Act) e il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Regolamento (UE) 2016/679, cosiddetto GDPR), in quanto forniscono regole che servono a garantire che l’AI non solo migliori i servizi pubblici, ma lo faccia nel rispetto dei diritti fondamentali.

 

Quali sono i rischi e come vengono gestiti?

In coerenza con AI Act, l'adozione di uno strumento di intelligenza artificiale prevede un approccio basato sul rischio, secondo la classificazione prevista dal Regolamento:

  1. AI vietata – Sistemi che violano i diritti fondamentali, come il riconoscimento facciale non regolamentato o i meccanismi di manipolazione subliminale.
  2. AI ad alto rischio – Sistemi che influenzano decisioni critiche, ad esempio nella sanità, nella giustizia o nella sicurezza. Questi richiedono una rigorosa supervisione e valutazione d’impatto.
  3. AI a rischio limitato – Strumenti come chatbot o assistenti virtuali, che devono comunque rispettare standard di trasparenza.
  4. AI a rischio minimo o nullo – Soluzioni con un impatto trascurabile, che non presentano particolari criticità.

Le PA devono quindi valutare attentamente quali strumenti adottare e garantire che quelli ad alto rischio rispettino precisi criteri di affidabilità, sicurezza e supervisione umana

Per quanto riguarda le AI vietate, la Commissione ha pubblicato, in data 4 febbraio 2025, le linee guida sull’applicazione dell’art. 5 del Regolamento, che identifica 8 tipologie di pratiche vietate.

 

Ma come dovrebbe essere adottata l’IA nella PA?

Le Linee guida affrontato le modalità di adozione dell'AI secondo il modello classico dei sistemi di gestione, ovvero il ciclo di Deming  o Plan-Do-Check-Act (PDCA):

  1. Pianificazione – Definire una strategia chiara, stabilendo gli obiettivi e analizzando il contesto in cui verrà implementata l’AI;
  2. Implementazione – Integrare le tecnologie AI nei processi operativi della PA.
  3. Monitoraggio – Verificare continuamente che il sistema funzioni in modo corretto e trasparente.
  4. Miglioramento continuo – Adattare e ottimizzare i sistemi AI nel tempo

riferendosi in modo indiretto allo standard ISO/IEC 42001 - AI - Management system.

Il punto principale, più volte ribadito nel corso della linea Guida, è che l’AI non deve sostituire il giudizio umano, ma piuttosto supportarlo e migliorarlo

 

Quali sono i punti fondamentali a supporto della corretta adozione dell'AI?

Le Linee Guida pongono un’attenzione particolare alla governance etica, per garantire che le decisioni prese tramite IA siano sempre trasparenti e responsabili. Questo significa che le PA devono:

  • Supervisionare costantemente i sistemi AI e correggere eventuali errori.
  • Garantire equità e inclusione, evitando che gli algoritmi discriminino determinati gruppi di cittadini.
  • Informare chiaramente gli utenti quando interagiscono con un sistema AI.

In altre parole, i cittadini devono sapere quando e come l’AI viene utilizzata e soprattutto quali effetti giuridici ha il processo decisionale automatizzato dell'IA nei loro confronti e se e come tale giudizio possa essere sottoposto a supervisione umana.

 

Qualità dei dati come presupposto fondamentale

Un sistema di AI è tanto affidabile quanto lo sono i dati su cui si basa. Per questo, le Linee Guida sottolineano l’importanza di:

  • Utilizzare dati accurati e aggiornati;
  • Garantire la protezione della privacy, rispettando le normative sulla gestione dei dati;
  • Implementare misure di sicurezza per prevenire attacchi informatici e manipolazioni.

In pratica, non basta avere un buon algoritmo: è fondamentale che l’intero ecosistema di dati sia sicuro e di qualità.

 

Ma quale adozione per la PA?

Le linee guida identificano alcuni ambiti prioritari in cui l’AI può portare benefici concreti:

Efficienza operativa

  • Automazione delle pratiche burocratiche.
  • Migliore gestione dei documenti e delle risorse pubbliche.
  • Ottimizzazione delle decisioni amministrative.

Servizi ai cittadini

  • Personalizzazione dei servizi pubblici in base alle esigenze reali.
  • Risposte più rapide e precise attraverso chatbot intelligenti.
  • Maggiore trasparenza nelle pratiche amministrative.

Sicurezza e protezione dei dati

  • Rilevamento automatico di minacce informatiche.
  • Protezione della privacy dei cittadini nei servizi digitali.

L'AI può quindi supportare la Pubblica Amministrazione per diventare più veloce, efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini.

 

La formazione è la base per introdurre l'AI nella PA

Adottare l’AI non significa solo introdurre nuove tecnologie, ma anche investire nelle competenze del personale. Per questo, le PA dovranno:

  • Formare il personale sull’uso e la gestione dell’AI.
  • Promuovere corsi di alfabetizzazione digitale per i cittadini.
  • Creare un ecosistema collaborativo tra istituzioni, università e aziende.

Senza un’adeguata competenza del personale, l’AI rimarrà solo un (costoso) strumento messo da una parte, un po' come quelle opere pubbliche incompiute sparse per il paese, la solita promessa non mantenuta.

 

Conclusione

Le Linee Guida rappresentano un primo passo per un’adozione consapevole di questa tecnologia. Partecipare alla consultazione pubblica è importare e apportare la propria competenza e le proprie esperienze può migliorare un testo che presto avrà una notevole importanza e impatto nella gestione dei servizi informatici.

L'AI può contribuire a migliorare la PA, trasformando il settore pubblico, rendendolo più moderno, efficiente e vicino alle esigenze della società. Insieme si può contribuire per evitare che diventi solo un costoso giocattolo.