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FERIE, IL NUOVO CCNL CAMBIA METODO MA IL VERO NODO RESTA LA MONETIZZAZIONE

06 Marzo 2026

Il nuovo CCNL Funzioni locali firmato il 23 febbraio interviene in modo puntuale sulla gestione delle ferie, trasformando in obblighi contrattuali quelle che finora erano spesso solo buone prassi organizzative.

L’articolo 28 del nuovo contratto – che sostituisce l’articolo 38 del CCNL 16 novembre 2022 – ribadisce il principio costituzionale dell’irrinunciabilità delle ferie (art. 36 Cost.) e si coordina con l’art. 10 del d.lgs. 66/2003: almeno quattro settimane annue, non monetizzabili se non alla cessazione del rapporto.

Le novità riguardano soprattutto la gestione:
– obbligo di pianificazione delle ferie;
– monitoraggio della fruizione;
– ripianificazione entro febbraio dell’anno successivo;
– inviti formali alla fruizione;
– diniego scritto in caso di rifiuto.

Il contratto recepisce così gli orientamenti della giurisprudenza europea (Corte di Giustizia UE, causa C-218/22) secondo cui il datore deve dimostrare di avere messo il lavoratore in condizione effettiva di godere delle ferie.

Resta però irrisolto il “paradosso” del divieto di monetizzazione introdotto dall’art. 5, comma 8, del d.l. 95/2012: le amministrazioni non possono pagare le ferie non godute, ma spesso vengono condannate a farlo in giudizio, con aggravio di spese.

Nel frattempo la Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Liguria – ha parlato di rischio contributivo INPS e di possibili profili di “mala amministrazione” in presenza di accumuli strutturali di ferie residue.

Il messaggio per gli enti è chiaro: non basta vietare la monetizzazione. Occorre programmare, monitorare e intervenire per tempo.

Sul Blog di Pi.Co. è stato pubblicato un approfondimento in merito mentre sul Forum di Pi.Co. è stata aperta una discussione.

Redattore: Redazione UPI