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I nuovi pareri ARAN: cosa cambia per le Province tra progressioni, permessi e fondi decentrati

L’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, è tornata a pubblicare nuovi orientamenti applicativi che riguardano il personale delle Funzioni Locali, sia dirigenziale sia non dirigenziale. Si tratta di chiarimenti che, sebbene in alcuni casi riprendano concetti già espressi in passato, assumono un valore centrale per le amministrazioni provinciali: da un lato perché il nuovo sito dell’Agenzia rende più difficile reperire i vecchi pareri, dall’altro perché diverse questioni aperte generano ancora oggi dubbi interpretativi e rischi di contenzioso.

Progressioni tra le aree: il nodo ferie e la scadenza del 2025
Un primo chiarimento importante riguarda le progressioni verticali. L’ARAN conferma che, nel passaggio da un’area all’altra, l’unico istituto che può essere mantenuto senza soluzione di continuità sono le ferie residue. Non vengono quindi trascinati altri istituti come permessi o ore accantonate. Questo passaggio ha implicazioni concrete: gli uffici del personale delle Province devono predisporre strumenti di verifica puntuale delle ferie al momento dell’inquadramento, evitando fraintendimenti con i dipendenti.

Inoltre, viene affrontato il tema della scadenza del 31 dicembre 2025, termine fissato dal CCNL per le progressioni “in deroga”. L’Agenzia precisa che per rispettare la scadenza basta la pubblicazione dell’avviso entro quella data, senza che sia necessario concludere l’intera procedura. Per le Province significa poter programmare con più elasticità i tempi dei bandi, evitando la corsa a chiudere tutto entro fine anno.

Mansioni superiori: chiarezza sul calcolo del compenso
Altro tema sempre delicato riguarda le mansioni superiori. L’ARAN ribadisce che, nel calcolare il compenso, conta esclusivamente la differenza tra gli stipendi tabellari delle due aree interessate. Non hanno rilievo le posizioni economiche interne maturate dal dipendente né quelle della persona sostituita. In questo modo si fissa una regola semplice, che mira a evitare interpretazioni difformi da ente a ente e a garantire maggiore uniformità nelle prassi.

Preavviso: più flessibilità per la mobilità tra enti
In caso di passaggio verso un’altra amministrazione, l’Agenzia apre alla possibilità per l’ente di rinunciare al preavviso (e quindi all’indennità sostitutiva), purché non vi siano particolari esigenze di servizio. È un segnale di attenzione verso la mobilità, un meccanismo che negli ultimi anni sta diventando sempre più frequente anche tra Province, Comuni e altri enti territoriali.

Permessi e congedi: novità per famiglie, lavoratrici e sindacati
- Permessi legge 104: sarà possibile fruirne per frazioni di ora, ma solo dopo la prima. Una soluzione che consente maggiore flessibilità, pur evitando eccessiva frammentazione.
- Congedo parentale: i sabati e le domeniche compresi in un periodo continuativo vanno conteggiati come congedo, chiarendo un aspetto che spesso generava interpretazioni divergenti.
- Riposi giornalieri per allattamento: se la lavoratrice si assenta per l’intera giornata, il conteggio delle ore di permesso va calibrato per completare il debito orario. Un dettaglio che può sembrare tecnico, ma che ha grande impatto nella gestione quotidiana degli uffici.
- Permessi sindacali: la rielezione delle RSU durante l’anno non comporta il ricalcolo del monte ore; il conteggio effettuato a inizio 2025 resta valido fino a fine anno. Questo evita continue modifiche e porta stabilità nelle relazioni sindacali.

Patrocinio legale: rimborso garantito in caso di assoluzione
Per i dipendenti che affrontano procedimenti giudiziari legati all’attività lavorativa, l’ARAN precisa che il rimborso delle spese legali spetta anche se, al momento dei fatti, l’amministrazione non aveva potuto assumere direttamente gli oneri per un potenziale conflitto di interessi. Una tutela che rafforza la garanzia di difesa del personale, elemento molto sentito nei ruoli di responsabilità delle Province.

Incarichi EQ e maternità: retribuzione di posizione assicurata
Un altro chiarimento importante riguarda gli incarichi di Elevata Qualificazione (EQ): anche se l’incarico scade durante il periodo di maternità, la dipendente continua a percepire la retribuzione di posizione per tutto il periodo di congedo obbligatorio (inclusa l’interdizione anticipata). Una misura che tutela le lavoratrici e rafforza il principio di non penalizzazione della maternità.

Indennità per l’Area Operatori: continuità e nuovi criteri
L’ARAN conferma che chi era inquadrato nelle categorie A e B1 al 31 marzo 2023 continua a percepire l’indennità specifica anche dopo l’entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale. Per i nuovi assunti dal 1° aprile 2023, invece, l’indennità spetta a chi è inquadrato nell’Area degli Operatori. Si tratta di un passaggio cruciale per le Province, che devono gestire in maniera differenziata situazioni del personale storico e di quello neoassunto.

Fondo risorse decentrate: più margini per premiare la performance
Un ultimo, ma decisivo orientamento, riguarda la destinazione delle economie del fondo risorse decentrate. L’ARAN consente di introdurre clausole che permettano di dirottare le risorse stabili non liquidate (ad esempio quelle destinate a turni o reperibilità) verso la performance. Un’apertura che offre agli enti provinciali maggiore flessibilità e l’opportunità di valorizzare risultati e obiettivi, legando sempre di più la distribuzione delle risorse al merito