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Fiducia nell’UE ai massimi da 18 anni: cresce il senso di cittadinanza e la richiesta di un’Europa più forte

Didascalia

Introduzione

La fiducia nell’Unione europea raggiunge il livello più alto dal 2007. È questo il dato centrale emerso dal nuovo Eurobarometro pubblicato il 28 maggio 2025, che misura opinioni, aspettative e percezioni dei cittadini europei su temi chiave: economia, difesa, sicurezza, moneta unica, cittadinanza, bilancio e ruolo geopolitico dell’UE.

L’indagine, realizzata tra il 26 marzo e il 22 aprile 2025 in tutti gli Stati membri, offre un quadro aggiornato del rapporto tra cittadini e Unione in una fase cruciale di transizione politica e strategica per il progetto europeo.

 

Fiducia in crescita: i cittadini si sentono parte dell’Unione

Il 52% dei cittadini europei dichiara di avere fiducia nell’UE, il dato più alto da 18 anni. La percentuale sale al 59% tra i giovani dai 15 ai 24 anni, confermando un coinvolgimento generazionale crescente. La Commissione europea raccoglie anch’essa il 52% di fiducia, mentre i governi e parlamenti nazionali sono ben più indietro (rispettivamente al 36% e 37%).

Ancora più significativo è il fatto che il 75% dei cittadini si sente cittadino dell’UE, il valore più alto da oltre due decenni. E il 62% si dice ottimista sul futuro dell’Unione. L’Europa viene percepita sempre più come uno spazio identitario e valoriale, oltre che istituzionale.

 

Euro e difesa comune: i due pilastri del consenso europeo

Il sostegno alla moneta unica raggiunge il livello più alto mai registrato: il 74% degli europei giudica positivamente l’euro, che nella zona euro ottiene addirittura l’83% di consenso. Un risultato che riflette la percezione di stabilità e protezione garantita dall’UE in una fase di forte incertezza globale.

Ma è sul tema della difesa e sicurezza comune che si concentra la spinta verso una maggiore integrazione: l’81% degli europei sostiene l’idea di una politica di sicurezza condivisa tra gli Stati membri. Allo stesso tempo, il 78% si dice preoccupato per la sicurezza dell’UE nei prossimi cinque anni.

Il 43% degli intervistati ritiene che il bilancio UE debba essere prioritariamente destinato alla difesa, superando per la prima volta settori tradizionalmente centrali come salute, welfare, istruzione. La richiesta è chiara: un’Europa più resiliente e geopoliticamente autonoma.

 

L’UE come garante della pace, dei diritti e della cooperazione globale

Nonostante la centralità del tema sicurezza, pace (41%) rimane il valore che meglio rappresenta l’UE, seguita da democrazia (33%) e stato di diritto (28%). L’indagine evidenzia un consenso diffuso per il multilateralismo: l’88% sostiene la cooperazione tra paesi e regioni, e l’86% è contrario all’aumento dei dazi a livello globale.

Il sostegno alla solidarietà verso l’Ucraina resta stabile:

  • L’80% degli europei è favorevole ad accogliere rifugiati ucraini,
  • Il 76% sostiene aiuti umanitari e finanziari,
  • Il 72% appoggia le sanzioni contro la Russia,
  • Il 60% approva lo status di candidato UE concesso all’Ucraina,
  • Il 59% è favorevole al finanziamento europeo per la fornitura di equipaggiamento militare.

Infine, il 77% considera l’invasione russa come una minaccia diretta alla sicurezza dell’UE. Questo conferma la coesione dei cittadini europei su una politica estera e di difesa comune, coerente con i valori fondativi dell’Unione.

 

Le priorità economiche dei cittadini

Il giudizio sull’economia europea è più sfumato:

  • Il 44% dei cittadini giudica positivamente la situazione economica,
  • Il 48% la considera negativa,
  • Il 43% prevede una stabilità nei prossimi 12 mesi.

Il dato incoraggia a riprendere fiducia nella ripartenza, anche a livello locale, e ad agire su temi chiave come occupazione, formazione e sostenibilità. In particolare, i cittadini chiedono che il bilancio UE si concentri maggiormente su:

  • Energia pulita e transizione energetica (32%)
  • Occupazione e inclusione sociale (42%)
  • Educazione, giovani e cultura (34%)

Una strategia europea dal basso

L’Eurobarometro 2025 è uno strumento utile per leggere le aspettative reali delle comunità e per rafforzare il legame tra territorio e UE. Alcuni spunti operativi che nascono da questi dai per le Province possono essere:

  • Comunicare meglio i risultati dell’Europa: la fiducia è alta, ma va alimentata con una narrazione concreta e partecipativa.
  • Investire nei giovani: il loro attaccamento all’Europa è una risorsa politica e culturale che va sostenuta con percorsi di partecipazione e mobilità.
  • Integrare la dimensione europea nelle politiche locali: dalla transizione verde al digitale, dall’inclusione al lavoro.
  • Rafforzare il ruolo delle Province nei partenariati europei: i territori possono avere un peso maggiore nella definizione delle politiche UE, anche nel prossimo ciclo di bilancio.

 

Conclusione: un’opportunità da cogliere

I dati dell’Eurobarometro 2025 confermano una crescente fiducia dei cittadini nell’Unione europea e una forte adesione ai suoi valori fondamentali.

Si tratta di un segnale positivo anche per le Province, che possono trarre spunto da queste indicazioni per rafforzare il proprio ruolo nei territori, promuovendo iniziative, progetti e servizi capaci di avvicinare sempre di più l’Europa alle comunità locali.