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Assunzioni giovani: ampliate le possibilità per le province dal Decreto PA

Didascalia

1. Introduzione
La necessità di attrarre giovani qualificati all’interno della Pubblica Amministrazione rappresenta una priorità strategica per garantire continuità e innovazione nei servizi pubblici. In tale contesto, il legislatore ha individuato nel contratto di apprendistato uno strumento flessibile ed efficace per il reclutamento di nuove professionalità, conciliando formazione e lavoro.

 

2. Il quadro normativo: l’art. 3-ter del d.l. 44/2023
L’articolo 3-ter del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74, introduce, fino al 31 dicembre 2026, la possibilità per le amministrazioni provinciali di assumere giovani laureati con contratto di apprendistato a tempo determinato, per un massimo di 36 mesi. Tale possibilità è limitata al 10% delle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente, e si attua mediante selezioni pubbliche indette tramite il portale del reclutamento della Presidenza del Consiglio dei ministri (www.inpa.gov.it).

Tale disposizione si pone in deroga ai vincoli previsti dall’art. 36, comma 2, del d.lgs. 165/2001 e dall’art. 9, comma 28, del d.l. 78/2010, segnando una svolta nel sistema di ingresso nella PA, basata su criteri di flessibilità e valorizzazione delle competenze giovanili.

 

3. Le novità del d.l. 75/2025: valorizzazione dei diplomati ITS
Il decreto-legge 75/2025, in attesa di conversione, amplia la portata applicativa dell’art. 3-ter introducendo un’ulteriore quota del 15% destinata all’assunzione di soggetti in possesso di titoli di specializzazione tecnica superiore. Rientrano in tale ambito:

  • i diplomi rilasciati dagli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy);
  • i diplomi di specializzazione per le tecnologie applicate;
  • altri diplomi tecnici specialistici individuati dal DPCM 25 gennaio 2008.

Questa estensione mira a includere profili tecnici altamente qualificati, in linea con le esigenze digitali e tecnologiche della PA contemporanea.

 

4. La stabilizzazione del personale e l’inquadramento contrattuale
Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dalla norma è la possibilità, al termine del periodo di apprendistato, di trasformare il rapporto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Tale possibilità è subordinata a:

  • il possesso dei requisiti per l’accesso al pubblico impiego;
  • una valutazione positiva del servizio prestato;
  • il rispetto dei limiti assunzionali già autorizzati.

 

Il personale in esame  viene inquadrato fin da subito nell’area dei funzionari, riconoscendo, quindi, pienamente il valore formativo e professionale dell’esperienza maturata.

 

5. Considerazioni conclusive
Le misure introdotte dall’art. 3-ter del d.l. 44/2023 e successivamente ampliate dal d.l. 75/2025 rappresentano un cambio di paradigma nel reclutamento pubblico. L’utilizzo dell’apprendistato come canale privilegiato per l’ingresso dei giovani laureati e diplomati tecnici costituisce una risposta concreta al duplice obiettivo di rinnovare la PA e valorizzare le competenze emergenti. La sfida ora è garantire percorsi selettivi trasparenti, formazione continua e condizioni di lavoro stabili, in un’ottica di rafforzamento dell’efficienza amministrativa e coesione intergenerazionale.