Indietro NUOVO DECRETO-LEGGE IN TEMA DI CONCESSIONI DEMANIALI: ATTENZIONE AI MODELLI PREDISPOSTI DA ANAC
NUOVO DECRETO-LEGGE IN TEMA DI CONCESSIONI DEMANIALI: ATTENZIONE AI MODELLI PREDISPOSTI DA ANAC
24 Marzo 2026
Il tema delle concessioni demaniali marittime torna ancora una volta a occupare una posizione di rilievo nel panorama normativo italiano, a conferma della sua complessità e della continua necessità di interventi regolatori volti a chiarirne i profili applicativi; in questo contesto si inserisce il decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nello stesso giorno, che introduce disposizioni urgenti riguardanti sia i commissari straordinari sia, appunto, le concessioni, incidendo in modo significativo sulle future modalità di affidamento.
In particolare, l’articolo 8 del provvedimento stabilisce che entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il MIT debba presentare alla Conferenza unificata uno schema di bando-tipo nazionale destinato a disciplinare le procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime, così come previsto dall’articolo 4, comma 4, della legge n. 118 del 2022. Tale esigenza appare particolarmente rilevante se si considera che molte amministrazioni locali si trovano oggi ad affrontare per la prima volta l’organizzazione di procedure di gara per le concessioni balneari, dopo un lungo periodo caratterizzato da proroghe generalizzate dei titoli concessori; in assenza di linee guida comuni, il rischio concreto è quello di assistere alla proliferazione di modelli di gara eterogenei, con conseguenti difficoltà operative e un possibile aumento del contenzioso.
Il decreto-legge del marzo 2026 sembra dunque inserirsi in un percorso già avviato, anche alla luce delle recenti pronunce della giustizia amministrativa che hanno ribadito l’impossibilità di rinnovi automatici delle concessioni in scadenza, fissando inoltre al 31 gennaio 2027 il termine ultimo per quelle attualmente in essere, e mira a favorire la definizione di un modello nazionale capace di rendere più omogenee e prevedibili le procedure di affidamento.
Rimane tuttavia aperta una questione di non poco conto, ossia quella relativa al valore giuridico che dovrà essere attribuito a tale bando-tipo, tema strettamente connesso alla disciplina contenuta nel Codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 36/2023, il quale prevede che i bandi siano redatti in conformità ai modelli predisposti dall’ANAC, pur consentendo alle stazioni appaltanti di discostarsene a condizione che tale scelta sia adeguatamente motivata nella determina a contrarre.
Nel caso delle concessioni demaniali marittime, però, il decreto si limita a prevedere la predisposizione dello schema di bando-tipo senza chiarire esplicitamente se esso debba essere considerato vincolante oppure meramente orientativo, lasciando quindi spazio a possibili interpretazioni; qualora si volesse applicare in via analogica il modello previsto dal Codice dei contratti pubblici, si potrebbe ritenere che le amministrazioni siano tenute a conformarsi allo schema, salvo motivare eventuali scostamenti, ma in mancanza di una previsione espressa il rischio è che tale strumento finisca per avere un’efficacia limitata, riducendosi a una semplice linea guida priva di reale forza cogente.
Redattore: Redazione UPI