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INCARICHI ESTERNI, LA CORTE DEI CONTI ALZA L’ASTICELLA: ISTRUTTORIE PIÙ PESANTI E RISCHIO CONTESTAZIONI PER GLI ENTI

03 Aprile 2026

Torna al centro dell’attenzione il tema degli incarichi esterni degli enti locali, alla luce delle più recenti posizioni della Corte dei conti, sempre più orientate verso un controllo rigoroso e penetrante.

Le deliberazioni della Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna segnano infatti un ulteriore passo avanti nella definizione degli obblighi istruttori.

Con la deliberazione n. 135/2024, la Corte ha aggiornato le linee guida sugli incarichi di consulenza, studio e ricerca sopra i 5.000 euro, imponendo agli enti un set documentale particolarmente articolato: provvedimento motivato, contratto, curriculum e, per gli enti sopra i 5.000 abitanti, anche il parere dell’organo di revisione.

Non solo. L’attenzione si estende anche agli appalti di servizi affidati a professionisti, che vengono scrutinati “in concreto” per verificarne la reale natura, a prescindere dalla qualificazione formale adottata dall’ente.

Ma è soprattutto sul piano sostanziale che emergono le criticità maggiori. Nelle più recenti deliberazioni (n. 99/2025 e n. 9/2026), la Corte ha adottato una lettura particolarmente stringente del presupposto dell’impossibilità di utilizzare personale interno, previsto dall’art. 7, comma 6, del d.lgs. 165/2001. Non basta più una ricognizione sommaria: serve un’analisi dettagliata dell’organigramma, delle competenze disponibili e della loro effettiva utilizzabilità.

Un’impostazione che, se da un lato rafforza i principi di contenimento della spesa e di autosufficienza organizzativa, dall’altro rischia di tradursi in un aggravio significativo per gli enti. La dimostrazione dell’assenza di professionalità interne si avvicina sempre più a una “prova difficile”, soprattutto in contesti caratterizzati da carenze strutturali di personale e vincoli finanziari.

Il risultato è un equilibrio sempre più delicato tra rigore dei controlli e sostenibilità operativa. Un equilibrio che richiederebbe, probabilmente, un approccio interpretativo più aderente alla realtà organizzativa degli enti locali.

Sul tema è disponibile un approfondimento sul Blog di Pi.Co. mentre sul Forum di Pi.Co. è stata aperta una discussione.

Redattore: Redazione UPI